1954, Lago di Waller presso Salisburgo.

Eccomi a poco più di 17 anni.

Continuando a non essere gradita alla mia seconda madre, lei si era affannata di sistemarmi di nuovo in un collegio dal quale uscii a sedici anni.

Rientrai in una famiglia estranea. La matrigna era ostile e irritata, papà imbarazzato, mio fratello preoccupato di perdere la sua posizione di apparente figlio unico che per tanto tempo non aveva dovuto dividere nulla con me.

Mi sentivo a disagio, fuori luogo, indesiderata, l’ultima ruota del carro.

Una notte scappai di casa per non fare più ritorno.

Mi stabilii a Salisburgo, studiavo e mi mantenevo lavando i bicchieri nelle birrerie dove mi accordavano anche un pasto.

Mio padre mi cercò una sola volta chiedendo che cosa intendessi fare. Risposi che irrevocabilmente non volevo ritornare a casa.

Mi lasciò andare.

 
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